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Acufeni tra visita specialistica e supporto psicologico

  • Immagine del redattore: Dott.ssa Alessandra Berlusconi
    Dott.ssa Alessandra Berlusconi
  • 6 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Gli acufeni sono un disturbo molto frequente e si manifestano come ronzii, fischi o rumori percepiti all’interno dell’orecchio anche in assenza di una sorgente sonora esterna. Nella maggior parte dei casi non compromettono in modo importante la qualità della vita, ma esiste una piccola percentuale di pazienti in cui il fastidio può diventare significativo, fino a influenzare benessere, concentrazione e serenità quotidiana.


Per questo motivo è importante affrontare il problema in modo corretto, partendo sempre da una valutazione specialistica. In alcuni casi, quando il sintomo persiste, può essere utile considerare anche un approccio multidisciplinare.


Il primo passo è la visita otorinolaringoiatrica

Quando compare un acufene, il riferimento iniziale è lo specialista otorinolaringoiatra. La visita serve a valutare l’eventuale presenza di patologie o condizioni che possono essere associate al sintomo, come l’otosclerosi, la sindrome di Ménière o anche situazioni più semplici, come un tappo di cerume.


Dopo l’inquadramento clinico, lo specialista può proporre il trattamento più adatto, talvolta anche farmacologico. La valutazione ORL resta quindi il punto di partenza fondamentale per comprendere l’origine del disturbo e impostare correttamente il percorso.


Quando l’acufene non si risolve completamente

Non sempre, però, il sintomo si risolve del tutto dopo la visita specialistica e la terapia iniziale. In questi casi non bisogna scoraggiarsi. Quando l’acufene continua a essere presente, può essere utile affiancare al percorso medico un supporto complementare, capace di intervenire su un altro aspetto del problema.


In alcuni pazienti, infatti, al sintomo si associano ansia, preoccupazione, paura e una costante attenzione verso il rumore percepito. Tutto questo può aumentare il disagio e rendere l’acufene ancora più invasivo nella vita di tutti i giorni.


L’importanza di lavorare anche sulla percezione del sintomo

Un modo semplice per spiegare questo concetto è pensare a un oggetto che non ci piace ma che non possiamo eliminare. Se non possiamo farlo sparire, possiamo però spostarlo in un luogo dove non resti continuamente davanti ai nostri occhi. In modo simile, in alcuni casi, il percorso sull’acufene può aiutare a fare in modo che il sintomo non arrivi costantemente alla coscienza con la stessa intensità, riducendo così il disturbo percepito.


Questo non significa negare il problema, ma imparare a gestirlo meglio, limitando il peso che può avere sul benessere quotidiano.


Il supporto psicologico negli acufeni

Quando l’acufene si accompagna a una componente di ansia o di forte preoccupazione, può essere utile il contributo di una figura professionale che lavori proprio su questi aspetti. Il supporto psicologico, in questo contesto, non sostituisce la valutazione medica, ma si affianca ad essa nei casi in cui il sintomo continui a creare disagio.


Tra gli strumenti che possono essere utilizzati ci sono anche tecniche di mindfulness, che aiutano a lavorare sulla respirazione, sulla consapevolezza del corpo e sul modo in cui il cervello percepisce il sintomo. L’obiettivo non è far sparire improvvisamente il ronzio, ma intervenire su pensieri, emozioni, ansie e preoccupazioni che possono contribuire ad amplificarlo.


Un approccio integrato può aiutare a stare meglio

Ogni paziente vive l’acufene in modo diverso. Per alcuni rappresenta un fastidio lieve, per altri può diventare un elemento costante e difficile da tollerare. Proprio per questo, quando il sintomo persiste e incide sulla qualità della vita, un approccio integrato può essere una risorsa utile.


La visita specialistica rimane il primo passaggio indispensabile, ma in alcune situazioni il supporto di altre figure professionali può aiutare il paziente a gestire meglio il disturbo e a ridurne l’impatto emotivo.


Quando rivolgersi a uno specialista

Se avverti un ronzio, un fischio o un rumore persistente nell’orecchio, è importante non sottovalutare il sintomo. Una valutazione specialistica permette di individuare eventuali cause, escludere patologie specifiche e orientare il paziente verso il percorso più adatto.


Quando necessario, affiancare al trattamento medico un supporto complementare può aiutare a vivere meglio il disturbo e a recuperare una maggiore qualità della vita.



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Contatti e approfondimenti

Dott.ssa Alessandra Berlusconi

Via Roma 25/D – Cameri 28062 (NO)

Tel. 328 8514200


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